Sabato 23 marzo I LIBRONAUTI hanno commentato insieme la lettura di L'ultimo arrivato di Marco Balzano. Ecco quanto emerso: 

Durante tutto il racconto emergono la figura del maestro, che sembra quasi illuminare i pensieri e la vita di Nino, così come i richiami ai poeti, come Leopardi e Pascoli, e alla scrittura. Questi sono tra gli aspetti della sfaccettata personalità del protagonista che hanno maggiormente interessato i Libronaut*. Nino arriva infatti bambino a Milano, e qui smette di vivere la sua infanzia, e di proseguire nel suo percorso educativo. Si trova a fare i conti con una dura realtà, che lo costringe a battersi per sopravvivere. Questi riferimenti sembrano rappresentare quindi uno spiraglio di “cultura” in una storia, come quella di Nino, fatta di abbandono dei luoghi dell’infanzia, di lavori svolti in età giovanile, prematuramente, lavori che tolgono la possibilità di vivere un vero percorso di crescita e di educazione.

Nel romanzo si intrecciano numerosi temi. Ci sono i tentativi di relazione con una disastrosa famiglia d’origine, ci sono l’amore per la moglie e la difficile relazione con la figlia, entrambi sopraffatti da un non superato desiderio di possesso. C’è la violenza di un gesto irrazionale e assurdo, indicativo di una personalità difficile, ambivalente. Ci sono la vita nel carcere e il ruolo della psicologia nella fase di recupero. Ci sono gli anni trascorsi in fabbrica. Alcune lettrici hanno apprezzato il modo di descrivere o meglio di non descrivere questo periodo quasi a rappresentare la monotonia, che non lascia ricordi, se non il tentativo di partecipare alle attività sindacali, un’occasione che il protagonista, sempre alla ricerca di nuovi percorsi, non si lascia scappare. Compaiono inoltre il cambiamento della società, dopo il periodo in carcere, con le nuove e oscure modalità di relazione mediate dai nuovi strumenti tecnologici, e la venuta di nuovi cittadini da altri continenti.

Questa ricchezza di argomenti e di episodi e caratteristiche contrastanti ha sicuramente stimolato numerose riflessioni da parte delle lettrici e richiami all’infanzia o alla storia delle loro famiglie o di altre conosciute. La maggior parte dei Libronaut* ha apprezzato la lettura del romanzo di Balzano, sia per il ritmo narrativo e i riferimenti poetici.
La discussione si è aperta su temi di attualità: emigrazione, sradicamento, lavoro nero e sottopagato, l'impegno politico/ sindacale.

E ora alcuni commenti diretti:

"Ho trovato che la storia di questo romanzo corrisponda alla realtà, un mio parente ha vissuto una storia analoga"
" Ripercorre la nostra storia, ricorda chi siamo stati.'

“Emozionante leggere una storia già sentita sui libri di scuola raccontata in prima persona da un protagonista
"Mi sono talmente calata nel libro che qualsiasi cosa mangiassi aveva il sapore del pane e acciughe di Ninetto"
"I migranti vivono ora le stesse cose e anche peggio"

“Molto attuale per come parla di migrazione”
"Un libro pensato"
"Troppi argomenti per un romanzo, non mi ha convinto."
"L'ho trovato un libro “furbo” e non mi è piaciuto"

“C’è davvero tanto materiale su cui riflettere”

Voto finale: 4,5/5 (16 partecipanti + 4 commenti a distanza)

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Sabato 24 febbraio I LIBRONAUTI si sono confrontati su L'arte di legare le persone di Paolo Milone.

Il libro ha riscontrato un favorevole interesse e stimolato diverse riflessioni; tutti hanno letto con piacere questo racconto autobiografico.

Ecco alcuni commenti:

“Il libro mi ha fatto pensare alla mia esperienza di vita personale e mi ha fatto comprendere scelte di persone a me care.”

“I matti vivono in un presente diverso e non sono facilmente contattabili”

“Un libro fatto di tante pillole, di tante storie”

“Geniale, per la profondità con la quale racconta la malattia mentale”

“ Mi è piaciuto come Milone ha saputo raccontare le cose con ironia"

“ Paragrafi come poesie”

“ Un libro da leggere e rileggere”

“ Racconta molto anche della natura e di come l’ambiente cura, il libro stesso è una sorta di cura”.

“ Un libro necessario”

 

Alcuni passaggi del testo hanno particolarmente colpito lettori e lettrici perchè, al di là del riferimento a persone con problemi psichiatrici, sembrano rappresentare degli aspetti, delle componenti della natura di noi tutti. I racconti di Milone ce li hanno rivelati. Un esempio è la storia della signora che vive isolata in una stanza, dove c’è un armadio che racchiude tutta la sua vita. Non si è mai sposata, non ha voluto avere una relazione stabile in quanto nell’unico rapporto che ha avuto è stata lasciata. Probabilmente alcuni lati della nostra personalità si riflettono nelle diverse tipologie di pazienti abilmente descritte. L’autore ci permette di apprezzare la loro e la nostra diversità.

Tutt* concordano sul fatto che la lettura debba essere lenta, per permettere di riflettere su ogni “pillola” che lo scrittore ci propone. Nonostante il tema sia particolarmente complesso, la sua trattazione non trasmette angoscia, anzi, si rivela molto coinvolgente e in grado di illuminare anche le situazioni più difficili.

La descrizione del ruolo dello psichiatra e del suo rapporto con i pazienti rivela caratteristiche inaspettate. Non avevamo compreso che il dolore in psichiatria è inutile; non è, come avviene in altre malattie, un momento o uno strumento per superare un problema, per guarire. È un dolore chiuso in se stesso. Per ogni tipologia di paziente Milone descrive con chiarezza i comportamenti distintivi, chiari segnali per il riconoscimento, la diagnosi e la terapia. Non è la terapia in sé ad essere importante, ma quanto lo psichiatra si faccia carico di ogni situazione, di ogni segnale. Come l’autore spiega, legare il paziente non è di per sé negativo, se costui non viene abbandonato. Tuttavia, nei testi si rivela la sofferenza del medico che non riesce a fermare il destino di alcuni suoi pazienti, una sofferenza elegantemente velata da una leggera ironia.

Nei racconti di Milone si possono cogliere numerosi e diversi spunti: Genova è rappresentata con le strade e le persone che vi abitano, il mare diventa una fonte di pacatezza, il muschio Tortula muralis, che non si preoccupa di salire lungo la scala evolutiva, ma rimane fermo al suo livello, ci comunica l’inutilità di affannarsi per raggiungere mete improbabili.

Tutto questo lo rende un testo di ampio respiro.

VOTO FINALE: 5/5 (18 partecipanti)

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 Sabato 20 gennaio I LIBRONAUTI si sono confrontati dopo la lettura di Le ragioni del dubbio. L'arte di usare le parole di Vera Gheno. 

Il libro ha stimolato molto la discussione su temi sociali e lessicali.

Alcun* Libronaut* hanno letto il libro in modo fluido e scorrevole senza soffermarsi su questioni particolari ma notando la ricchezza di informazioni e input che la lettura forniva.

Altr* hanno messo in evidenza alcune istanze, come ad esempio femminile/maschile sovraesteso o il gender fluid o ancora i vocaboli stranieri (pro e contro)

Altr* Libronaut* hanno descritto il libro come un prontuario, per alcun* a volte anche un po' stucchevole, per altr* curioso e divertente.

Tutt* abbiamo appreso molti nuovi vocaboli e frasi che indicano un preciso modo per dire le cose: si parla per come si pensa (ma anche il contrario)

L'incontro è stato anche questa volta un arricchimento per tutt*

VOTO FINALE: 4/5 (16 partecipanti)

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Sabato 16 dicembre I LIBRONAUTI si sono ritrovati per confrontarsi sulle raccolte di poesia Poesie d'amore di Nazim Hikmet, Fiore di poesia di Alda Merini e La gioia di scrivere di Wislawa Szymborska.

Ogni partecipante ha condiviso la poesia preferita tra quelle lette, facendone "dono" al gruppo.

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Sabato 25 novembre I LIBRONAUTI si sono confrontati riguardo Venivamo tutte per mare di Julie Otsuka. Ecco quanto emerso: 

Il romanzo ha uno stile nuovo per la maggior parte delle Libronaute. Il racconto corale ci ha colto un po’ di sorpresa e accompagnato a conoscere le storie delle donne giapponesi protagoniste. Ha descritto il loro destino in una nazione, gli Stati Uniti, diversa rispetto alla loro terra d’origine, per cultura, modi di vivere, abitazioni, durezza, clima e paesaggio.

Il racconto corale è composto da frasi brevi, ma ricche di dettagli e molto efficaci nel raccontare singole storie, situazioni, sentimenti, paure, fatiche, nuovi ambienti e piccole soddisfazioni.

Il racconto corale esprime le sensazioni di tutte. Non manca la ripetitività, forse ad indicare che le storie si ripetono perché molte sono le persone coinvolte e le loro giornate, le loro attività sono sempre le stesse giorno dopo giorno, così come i pensieri e i timori.

Questo stile permette al romanzo di racchiudere in un testo breve storie che avrebbero avuto bisogno di migliaia di pagine per poter essere raccontate. La brevità nulla ha tolto al contenuto, anzi.

Un libro che tocca corde profonde, le scuote, le agita, le maltratta e non tornano più come prima. Perché venire a conoscenza di quanto è accaduto in un tempo neanche troppo lontano, crea nuovi pensieri e cambia tante prospettive.

La scrittura è essenziale e insieme incalzante, potente.

Si racconta una parte di storia poco conosciuta, sia a noi lettrici italiane, ma anche, come racconta una Libronauta che ha raccolto una testimonianza, alle donne giapponesi di oggi. È una storia che fu mostrata qualche anno fa agli Americani, anch’essi poco consapevoli degli avvenimenti, attraverso una mostra fotografica.

Ci sono situazioni di grande tenerezza, come quella del bambino che non vuole che la mamma lo prenda in braccio in quanto ritiene che sia troppo stanca. Emerge, a volte, il desiderio di tornare nel luogo d’origine per riprendere vecchie abitudini e rituali. 

Si percepisce la preoccupazione di vedere i figli cambiare per inserirsi nella società americana. Le lettrici riflettono su questo, e lo considerano un processo che avviene abbastanza normalmente tra gli immigrati, col passare delle generazioni.

La descrizione della partenza verso un luogo, non bene identificato nel racconto, rappresenta un fluire di storie diverse. L’autrice non fornisce dettagli né su ciò che sta accadendo né sul destino delle persone coinvolte, piuttosto rappresenta con un linguaggio universale la tragedia di molte deportazioni avvenute nella storia e che avvengono ancora oggi.

L’ultima parte del testo riporta i pensieri di coloro, gli americani e le americane, furono testimoni, più o meno consapevoli o inconsapevoli di quanto accadde. Colpisce il fatto che furono i bambini più di altri, ad avvertire il cambiamento, in quanto più degli adulti avevano stabilito legami con i figli delle Giapponesi.

Il libro non ha una fine vera e propria; lascia tutte noi ad osservare il destino ingiusto di queste donne che avevano sopportato un grosso cambiamento, costrette dalle loro famiglie e dalla difficile situazione, si erano impegnate a fondo per costruire per quanto possibile una nuova esistenza, avevano lavorato bene, amato i figli e si trovarono poi ad essere private di tutto.

Un libro importante per la storia delle donne.


VOTO FINALE: 4,5/5 (7 partecipanti, 2 commenti a distanza)

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Sabato 28 ottobre  I LIBRONAUTI si sono ritrovati per parlare del libro Memorie d'una ragazza perbene di Simone De Beauvoir. Ecco le riflessioni emerse:

La lettura del testo non è stata facile per le Libronaute.

La descrizione minuziosa, a volte accompagnata da elenchi e ripetizioni, ha creato non poche difficoltà. Alcune lettrici lo hanno completato, altre si sono fermate a circa un terzo, un quarto del libro. Anche chi lo aveva già letto facilmente in gioventù, oggi ha dovuto fare un certo sforzo. Tutte concordano sull’importanza di dedicare il giusto tempo al romanzo, che non può essere una semplice lettura serale, ma richiede l’attenzione di una mente fresca e la disponibilità di un momento abbastanza lungo di tranquillità. Qualcuna lamenta la traduzione un po’ datata o l’impaginazione poco confortevole.

È una lettura molto densa e quindi più impegnativa di quanto pensassimo, però la De Beauvoir ha un vero talento nel portarti nel suo mondo, con una cura tale dei particolari, da farti sentire parte integrante della storia.

Simone de Beauvoir affronta i temi della vita di una ragazza agli inizi del secolo scorso, con gli occhi di chi fatica ad accettare le regole, le imposizioni del suo tempo, che vedono le donne relegate ad ambiti ristretti.

Il rapporto con la famiglia, ambiente assoluto e unico durante l’infanzia, diventa difficile quando negli anni dell’adolescenza scopre altri modelli, altri orizzonti, oltre al disagio di non comprendere il proprio mondo e chi le sta vicino.

L’amicizia con Zazà è fonte di gioia, ma anche di sofferenza. L’amica accetta o rimane coinvolta nell’ambito familiare e per lei i genitori continuano ad essere un modello di riferimento importante, da non mettere in discussione. Simone vuole esplorare altri modi, aprire i propri orizzonti, intraprendere strade nuove e questo contrasto causa desiderio e sofferenza. Simone non aderisce al modello di madre dedita alla famiglia, vuole decidere della sua vita in modo diverso, mettendo la cultura, il desiderio di scrivere e di educare al primo posto. Fugge dall’idea di una società classista, soffre per la vita disagiata di Louise. Ha un rapporto conflittuale mei confronti dell’educazione cattolica, che mette in discussione e poi abbandona.

Simone è anche consapevole della sua superiorità intellettuale rispetto alle altre persone che la circondano e proprio per questo è molto esigente con sé stessa e con chi condivide le sue esperienze. Vuole una educazione di alto livello, crede sia un suo diritto e non accetta più la scuola femminile più povera di contenuti rispetto a quella maschile.

Ci sono un’infinità di spunti, di riflessioni, un desiderio di cambiamento, che oggi ci sembra scontato, ma, se riflettiamo, per quel momento storico era di grande importanza e molto innovativo.

C’è un’unica cosa che stona, ed è la sofferenza per il non corrisposto innamoramento verso il cugino, che ritorna più volte nella prima parte del romanzo. Sartre è invece il compagno ideale, al suo livello culturale, colui che la sostiene senza dominarla. La relazione con lui valorizza la sua esistenza.

Siamo molto gelose del fluire pacato del tempo. Simone ha una relazione molto intima con la lettura, gode delle giornate trascorse a oziare, delle estati passate in campagna a contemplare e ad immergersi nel paesaggio. Tuttavia, non ama gli animali, così come non è attratta dai bambini.

Il confronto ci ha fatto comprendere pienamente l’importanza di questo testo, che inizialmente era stato un po’ sottovalutato da alcune di noi. Le Libronaute che non lo hanno completato si ripropongono di portarlo a termine, consapevoli che, nonostante la mancanza di un vero intreccio, di un fluire di avvenimenti, l’evoluzione della personalità di Simone ci riserva sorprese e stimoli interessanti.

Grazie a tutte per i numerosi spunti di riflessione e l’intensa condivisione.

 

VOTO FINALE: 4/5 (8 partecipanti, 5 commenti a distanza)

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Sabato 30 settembre alle ore 14.30 I LIBRONAUTI si sono confrontati sulla raccolta di racconti Cattedrale di Raymond Carver.

Sono emerse numerose considerazioni, sia in presenza sia nei commenti "a distanza". Eccone alcune:

"Pur non amando molto i racconti, li ho apprezzati e devo riconoscere la bravura dell’autore"

"Sono abituata a libri che hanno una narrazione lunga in cui ho il tempo di affezionarmi ai personaggi e in cui posso sapere come si evolve la storia. In questo caso il racconto breve non me lo ha permesso e non sono riuscita a terminare la lettura"

"Nel racconto c’è la possibilità di concentrarsi per più tempo sui particolari. E questo l'ho apprezzato"

"Mi sono innamorata di Carver, leggendo la sua biografia. Il libro mi è piaciuto meno perché amo poco i racconti, anche se effettivamente ce ne sono alcuni che mi hanno colpito, in particolare Una piccola cosa ma buona"

"Non l’ho ancora terminato, l’ho trovata una lettura poco estiva, troppo depressiva. Avevo bisogno di più leggerezza"

"Ci ho messo tutti i 2 mesi per leggerlo. Alcuni racconti sono un pugno nello stomaco"

"Di solito leggo i racconti uno al giorno e invece questi li ho letti uno dietro l'altro, come se fossero tanti eventi di un unico cosmo"

"In molti racconti è palpabile l'incombere di qualcosa di grave"

"L'autore ha reso bene l'angoscia, l'inquietudine, la mancanza di senso"

 "Carver riesce, nonostante la scrittura realista e apparentemente fredda, a farmi percepire l’inquietudine dei protagonisti"

"Questi racconti sono uno spaccato di quotidianità, a volte non ordinaria, ma di un’amara realtà, in cui mi sono sentita smarrita e triste"

"L'autore, in racconti che vanno dal drammatico al grottesco, mette in luce problematiche ancora molto presenti nel mondo di oggi: precarietà del lavoro, disoccupazione, violenza domestica, depressione, ma soprattutto di abuso di alcool"

"Si tratta di un libro immerso nella realtà quotidiana in cui l'autore si limita a descrivere situazioni che nella loro essenzialità offrono un'immagine molto triste della società americana"

"Tratta temi che fanno parte della vita: il matrimonio, il lavoro, i figli e sentimenti come la rabbia, il dolore, l’abbandono, l’amarezza"

"Rispetto ad altra narrativa che racconta una certa America "depressa", trovo che Carver inserisca nelle sue storie un "guizzo” che mi ha agganciata"

"Nei primi racconti ho trovato i personaggi molto spigolosi, freddi, indifferenti. Provavo scarsa simpatia. Nei racconti successivi li ho trovati in balia della loro dipendenza e del fallimento delle loro vite"

"I personaggi sono inermi, passivi, trasmettono emozioni negative"

"I personaggi sono rimasti con me per molto tempo"

"E' stato un libro di piacevole lettura, i racconti mi hanno a volte catturato e a volte incuriosito per l’originalità dei personaggi e per le loro storie"

"I racconti mi hanno fatto venire in mente i dipinti di Hopper (in particolare “I nottambuli”) che illustrano la solitudine degli americani, la povertà/essenzialità dei luoghi"

"Ho apprezzato l’intensità che si concentra in poche pagine di racconto"

"Non mi hanno coinvolta, ma lo stile mi è piaciuto"

"Ho trovato un po’ piatta la narrazione dei sentimenti e degli accadimenti, quindi senza ritmo"

"Ho trovato i racconti poco scorrevoli e ho tratto poco dal punto di vista emotivo, perché non c’è immedesimazione"

"Mi aspettavo una scrittura ancora più asettica, e invece esce anche una forte carica emotiva"

"Il racconto finale, Cattedrale, mi ha entusiasmato: fa aprire gli occhi e fa vedere senza guardare, esalta il potere dell’immaginazione che apre la mente e il cuore"

"Dopo aver “decantato” per qualche settimana la lettura di questa raccolta, sono giunta alla conclusione che ne è valsa la pena!"

 "Le situazioni raccontate alcune volte rimangono in sospeso e altre volte prendono pieghe inaspettate: proprio come succede nella vita!"

 

 VOTO FINALE: 3,5/5 (7 partecipanti, 9 commenti a distanza)

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Sabato 22 luglio I LIBRONAUTI si sono ritrovati al Parchetto di Viale Sommi Picenardi per parlare del romanzo Le vite nascoste dei colori di Laura Imai Messina

Ecco alcune impressioni emerse:

"La lettura del romanzo è risultata piuttosto faticosa e il suo procedere è stato molto lento soprattutto nelle prime parti. Tuttavia, la scoperta dei colori quale strumento per narrare le differenze tra i due protagonisti mi ha via via appassionato, fino a farmi apprezzare il modo con cui le differenze riescono ad incontrarsi e dare origine a qualcosa di nuovo"

"Ho trovato la lettura molto faticosa e lo stile molto “impostato”. Questo non mi ha consentito di procedere nella lettura, oltre i primi capitoli del libro"

"Mi sono sentita coinvolta e incuriosita sia per la storia d'amore sia per il racconto delle tradizioni e la religiosità giapponesi, molto diverse da quelle occidentali"

"La proposta di vedere e comprendere le persone associandole ad un colore è molto interessante e coinvolgente, a volte però può risultare un limite, una costrizione" 

"Grazie alla visione mediata dai colori, il romanzo fa emergere e dà valore alle differenze tra le persone. Anche sentendosi diversi si può trovare uno spazio ed essere in armonia con l’ambiente in cui viviamo"

"La scrittrice affronta il tema del fine vita con delicatezza, amore e affezione e questo rappresenta un aspetto molto toccante"

"Un libro lento per la pesantezza degli argomenti trattati: le origini, la famiglia, il lutto, la perdita"

"L'importanza dei colori nella vita, l'ossessione e la ricercatezza, la lentezza in una vita frenetica"

"Sia per i temi trattati, sia per alcune situazioni proposte, il libro sembra aver preso spunto dal film Departures,  e questo sminuisce in parte il suo valore"

"Il libro affronta aspetti della cultura giapponese in modo didascalico, come se la scrittrice, da conoscitrice di questa cultura, si fosse presa il compito di spiegarla ai lettori e lettrici italiani"

"Con un linguaggio molto delicato vengono trattati temi difficili"

"Lento quanto un ricamo giapponese e delicato nel linguaggio"

"Lettura faticosa per il tipo di narrazione molto ricco di particolari"

"Mi ha aperto un nuovo mondo che senza i Libronauti non avrei sicuramente scoperto"

Parole chiave: diversità, ricchezza, lentezza, ricercatezza

 

VOTO FINALE: 3,5/5 (14 partecipanti, 3 commenti a distanza)

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Sabato 10 giugno I LIBRONAUTI si sono confrontati su Le nostre anime di notte di Kent Haruf

 

Ecco alcuni commenti:

"Libro che stimola la riflessione"

"Il libro mi è piaciuto molto, ho trovato similitudini con la vita reale"

"Parla della necessità e del bisogno di rielaborare i vissuti"

"Il libro presenta un buon esempio di una relazione affettiva adulta, capace di promuovere la crescita"

"La storia ti mette di fronte alle difficoltà di attraversare la notte con il buio, i pensieri, le ansie, la solitudine. La condivisione può aiutare a superarle"

"Quanto siamo liberi dalla famiglia? I genitori verso i figli ma anche viceversa, forse non lo siamo per niente anche quando pensiamo di esserlo"

"La libertà di riconoscere i propri bisogni e di cercare risposte vitali anche in età matura"

"Stile asciutto, dialoghi essenziali, scrittura fotografica"

"Mancano le descrizioni degli ambienti e dei particolari"

"Dopo un attacco fulminante, lo stile si assesta su cronaca pedante"

"Forse andrebbe letto in lingua originale"

"E infine una nota: sulla mappa non c’è la casa di Louis!"

Parole chiave: libertà, condivisione, amicizia, amore, responsabilità, anticonformismo.

 

VOTO FINALE: 4/5 (11 partecipanti, 5 commenti a distanza)

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Sabato 13 maggio  I LIBRONAUTI si sono confrontati riguardo  La sovrana lettrice di Alan Bennett

 

Ecco alcuni spunti emersi nel corso della discussione

"Libro interessante, con tanti spunti per ulteriori letture. Un libro tira l'altro!"

"La lettura ti apre al mondo, esci dalla tua cerchia"

"Ci siamo immedesimati in questa regina per cui ogni minuto è buono per leggere"

"La lettura cambia la vita... la sorpresa finale era inevitabile"

"Sembra che manchi qualcosa, manca una descrizione dei personaggi e molti punti non sono approfonditi"

"La copertina non invitava alla lettura, e invece..."

"Stile immediato, non ci si può perdere"

"Libro divertente! Perché non l'ho scelto prima?"

“Un testo che non avrei mai scelto per tante ragioni ma che mi ha piacevolmente sorpresa: ironico, divertente, ben scritto, irriverente e con un finale inaspettato. Si legge d’un fiato e lascia una bella sensazione”

"Qualche difficoltà nel capire l'ironia; fatica dovuta anche a una protagonista reale inserita in una storia inventata"

"Invitiamo a leggere anche altri libri di Bennett: Nudi e crudiScritto sul corpoGli studenti di storiaLa pazzia di Re Giorgio"  

 

VOTO FINALE: 4,5/5 (22 partecipanti, 19 votanti)

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La Biblioteca Comunale di Olgiate Molgora, con la collaborazione delle utenti Mina e Gabriella, ripropone l’esperienza del Gruppo di lettura, un momento di scambio di opinioni tra appassionati lettori e lettrici.


L’iniziativa consiste in una serie di incontri a cadenza mensile, che si terranno il sabato pomeriggio nella sala consiliare del Municipio, durante i quali i partecipanti potranno confrontarsi su un libro o un autore, diverso ad ogni appuntamento.

La partecipazione non prevede necessariamente di aver letto il libro.  È possibile aderire agli incontri anche solo per il piacere di seguire la conversazione e il confronto, senza alcun obbligo di intervenire.


Nel corso del primo incontro, che si è tenuto sabato 1° aprile alle 14.30, erano presenti ben 12 utenti che hanno avuto modo di conoscersi e di definire insieme le modalità di organizzazione del nuovo gruppo di lettura.


La biblioteca si occupa di procurare ai partecipanti le copie del libro prescelto presso le biblioteche del Sistema bibliotecario del territorio lecchese.


La partecipazione al gruppo di lettura I Libronauti è libera, gratuita ed aperta a tutti.
Vi aspettiamo!

 

Informazioni:

Biblioteca Comunale
tel. 039/99.11.254
email biblioteca@comune.olgiatemolgora.lc.it